home

opere

mostre

biografia

su di lei

contatti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elizabeth Ruchti Nasce e cresce a San Paolo del Brasile, in un ambiente famigliare con forti valenze artistiche: il padre Jakob Mauricio Ruchti, protagonista dell’architettura e del design brasiliano negli anni ’50 e ’60 con il movimento ‘Branco & Preto’, la madre paesaggista, legata all’avanguardia modernista di Burle Marx, la zia paterna Barbara Bauer, affermata pittrice di Basilea, sorelle e cugini anch’essi legati al mondo dell’arte.
Elizabeth Ruchti, a Roma, dove viene a vivere da giovane per laurearsi, si occupa di antropologia e di letteratura, effettuando viaggi in Oriente, Africa e paesi del Mediterraneo, che incrementano la sua conoscenza delle culture “altre”, conducendola a un lungo percorso di ricerca personale ed espressiva, e all’ interesse per le pratiche e le culture orientali e “primitive”.
Parallelamente, lavora come insegnante di Lingua e Letteratura Portoghese, prima all’Università di Pavia e poi di Genova, trasferendosi a Milano, dove vive tuttora.
Partecipa a numerosi convegni e pubblica saggi su temi di antropologia e letteratura, sviluppando e coltivando tuttavia sempre più assiduamente la propria passione e attività in campo artistico e creativo.
Frequenta seminari e corsi d’arte fra cui l’Accademia di Belle Arti San Luca di Milano ed espone le proprie opere in alcune mostre collettive e personali in Italia.

A livello espressivo e artistico, intreccia l’originaria impostazione materica, la curiosità per l’arte povera, il gusto per il riciclo e l’ “objet trouvé”, con l’indagine e l’approfondimento delle proprie radici.
I suoi temi spaziano dalla memoria dei luoghi visitati e vissuti, alla poeticità di materiali e “reperti” incontrati spesso casualmente, che s’impongono come materiali privilegiati per la creazione – o ri-creazione – artistica. Utilizza così nelle sue opere, in chiave pittorica, oggetti provenienti dal regno della natura – gusci, sabbie, legni, ossa, foglie, piume, pietre, semi – ma anche scarti e rifiuti della vita urbana, come plastiche, vetri, carte e cartoni, metalli, etc. Era naturale per lei trovarsi ad occupare del tema delle spiagge contaminate e della possibilità di ripensare e riciclare artisticamente i rifiuti con i quali siamo sempre più costretti a convivere.
Più di recente, la sua sperimentazione si rivolge alla commistione fra materia e pittura vera e propria, traendo talvolta ispirazione anche dal mondo della fotografia.
Tra i suoi riferimenti e maestri ideali ricorrono nomi di artisti come Tapies, ma anche Schwitters, Joseph Cornell e Anselm Kiefer. Nelle opere di E.R. i materiali utilizzati comunque molto spesso danno vita non a soluzioni di tipo propriamente astratto, ma a un’espressione più figurativa e simbolica, anche se stralunata, deformata, talvolta ironica.